Il futuro di Gowalla.

Quella che fino a settimana scorsa era solo una notizia non confermata (o un rumor per dirlo all’americana) è stata ufficializzata attraverso un post sul blog ufficiale: Facebook ha comprato Gowalla.

Per chi non lo conoscesse, Gowalla è un servizio location-based che fu lanciato nel 2009, quando ancora i servizi basati sulla propria posizione geografica non erano una cosa così scontata, anzi, erano un mondo quasi inesplorato. Curiosamente anche quello che sarebbe poi diventato il suo grande rivale, Foursquare, fu lanciato lo stesso giorno, in occasione del SXSW del 2009.

Da lì fu quindi chiaro a tutti che la sfida era aperta tra queste due società. Io personalmente ho fin da subito preferito Gowalla, credo principalmente per una questione di design. Ricordo di aver iniziato ad usare l’app di Gowalla nel novembre del 2009, quando ancora in Italia c’erano pochissimi utenti, tant’è che mi sono ritrovato ad essere il fondatore di alcuni spot di un certo rilievo, tra cui ad esempio il Forum Di Assago e Piazza Del Popolo a Roma.

Pian piano che i mesi passavano però diventava sempre più chiaro che la gara, in termini di numero di utenti, la stava vincendo Foursquare. Io, per quanto mi riguarda, non sono mai passato “alla concorrenza” (pur avendo un account) perchè ho sempre preferito l’approccio visivo e l’usabilità di Gowalla. Bastava guardare i loro stamp personalizzati (per i luoghi più importanti) per capire come il design per il team Gowalla fosse un elemento fondamentale nel loro prodotto.

A quanto pare però non bastava. Foursquare macinava sempre più utenti, giorno dopo giorno. Sinceramente non ho mai capito veramente perchè; qualcuno dice che sia perchè Gowalla è ad Austin, nel Texas, mentre Foursquare è nella city, la cara vecchia New York. Qualcuno dice che Gowalla aveva un nome che rendeva meno l’idea. Qualcuno dice che Ashton Kutcher ha fatto molta promozione gratuita (o forse no) a Foursquare. Qualcuno dice che Gowalla aveva un meccanismo meno chiaro, probabilmente per via delle items, funzionalità che poi è stata tolta con gran dispiacere di alcuni accaniti collezionisti virtuali.

Motivazioni a parte, Gowalla stava perdendo. Da qui una decisione un po’ burrascosa, presentata qualche mese fa: re-inventarsi completamente. Venne presentata una nuova versione di Gowalla che cercava di essere non più una semplice check-in application ma una Social Guide. I check-in vennero convertiti in stories, la condivisione sui social network divenne leggermente più macchinosa e l’applicazione (che inizialmente era anche un po’ buggosa) improvvisamente non mostrava più molte delle informazioni che piacevano tanto ai “Gowallers”. Io stesso a questo punto mi ritrovavo un po’ spiazzato. Nel frattempo Gowalla fu bersagliata di accuse di “aver rovinato tutto” da parte dei fedelissimi e non, tant’è che a un certo punto la loro bacheca su Facebook venne chiusa per non rendere pubblica quella sassaiola. Tanta gente se ne andava e ci teneva a farglielo sapere, quasi fosse stata vittima di un tradimento.

Visto questo scenario capisco come sia facile accettare, senza neanche pensarci più di tanto, una proposta di acquisizione. Dopo aver perso nel tentativo di lancio e di ri-lancio è abbastanza facile aggrapparsi alla prima cosa interessante che arriva. Se poi questa si chiama Facebook ed è il social network per eccellenza, dire di no è praticamente impossibile. Guardando la vicenda in quest’ottica mi è facile capire la gioia espressa pubblicamente dal team di Gowalla, che a breve si trasferirà fisicamente negli uffici di Facebook a Palo Alto e si metterà al lavoro sui servizi di localizzazione come Facebook Places e sulla nuova funzionalità Timeline.

Quelli che rimangono un po’ a bocca asciutta sono però gli utenti: tutte le acquisizioni fatte fin’ora da Facebook avevano come conseguenza immediata la chiusura del servizio e questo caso non è un’eccezione. Gowalla come lo conosciamo chiuderà i battenti verso fine Gennaio 2012 lasciando agli utenti una magra consolazione: ci sarà a quanto pare un modo per esportare la propria attività in modo che non vada persa. Per molti come me si tratta di due anni di viaggi, spostamenti ecc. che effettivamente sarebbe un peccato perdere. Non è chiaro al momento cosa si inventeranno a riguardo… Personalmente spero che, dato che a questo punto pare evidente che bisognerà cercare un’alternativa, verrà magari offerta la possibilità di importare tutto in un altro servizio. Naturalmente non sarà un cosa facile (gli spot differiscono a seconda del servizio) ma sarebbe sicuramente utile.

Quello che invece ho trovato abbastanza folle sono i vari commenti di persone che hanno detto “chiuderò subito il mio account per evitare che i miei dati vadano a Facebook”. Questo mi sembra abbastanza nonsense per diversi motivi:

  • É stato ufficialmente dichiarato che Facebook non ha acquistato i dati da Gowalla.
  • É abbastanza buffo cercare di tutelare la propria privacy quando si è iscritti ad un servizio dove sostanzialmente dici pubblicamente dove ti trovi e cosa stai facendo. Soprattutto considerando che gran parte degli utenti ha collegato il proprio account Gowalla a Facebook, autorizzando quindi lo scambio di queste informazioni.
  • Credo che al giorno d’oggi sia abbastanza impossibile evitare che Facebook abbia i nostri dati, in un modo o nell’altro. Triste, forse, ma vero.

Cmq tornando alle alternative, credo che le possibilità più interessanti siano queste:

  • Foursquare
  • Path
  • Google+ (che tra le altre cose permette anche di registrare la propria posizione)
  • Facebook Places (che al momento non sembra granchè ma non è escluso che dopo questa acquisizione diventerà qualcosa di più interessante)

Staremo a vedere insomma!